PSICOLOGIA DELLO SPORT

  • Come fa un atleta che partecipa alle Olimpiadi a esprimere il proprio massimo potenziale in una singola prestazione che gli è valsa 4 anni di preparazione?
  • Com’è possibile far sì che lo sport sia per i giovani atleti un’occasione di crescita e scoperta dei propri talenti?
  • Quali abilità posseggono gli allenatori che rappresentano un forte punto di riferimento per i propri atleti e li guidano a spostare un po’ più in là i loro limiti?

Queste sono solo alcune delle domande su cui si interroga la Psicologia dello Sport, lavorando per darne risposta attraverso ricerche empiriche basate sul metodo scientifico e conoscenze acquisite dall’esperienza sul campo.

La psicologia dello sport studia i processi cognitivi, emotivi e comportamentali legati alla partecipazione e alla prestazione nello sport e nell’esercizio fisico.

In particolare, gli psicologi dello sport si occupano di due aree principali:

  1. aiutare gli atleti ad ottimizzare la performance e a migliorare il benessere connesso all’attività sportiva;
  2. comprendere come la partecipazione allo sport e all’esercizio fisico incida sullo sviluppo psicologico, sulla salute e sul benessere dell’individuo durante tutto il corso della vita.

WELL-BEING

Oltre che nell’ambito dello sport di prestazione assoluta, la psicologia dello sport studia la relazione tra sport e benessere individuale e sociale, al fine di promuovere comportamenti e stili di vita in grado di favorire la salute e il benessere psicofisico.

Dati gli innumerevoli effetti benefici dell’attività fisica, sia sulla salute fisica che su quella mentale, motivare le persone a praticare l’esercizio fisico con costanza e regolarità è uno dei principali obiettivi che si pongono i professionisti di questo settore.

In tal senso la psicologia dello sport offre programmi e progetti che facilitano l’avviamento allo sport nelle varie fasce di età e il mantenimento dell’attività sportiva nel lungo termine.

MENTAL TRAINING

Al fine di conseguire una prestazione sportiva eccellente è necessario lavorare con gli atleti su componenti atletiche, tecniche, tattiche e mentali. Infatti, dai primi anni ’60 ad oggi, la ricerca scientifica ha dimostrato la possibilità di allenare le abilità mentali e l’esistenza di una relazione positiva e diretta tra allenamento delle abilità mentali e prestazione sportiva.

Alcuni obiettivi dell’allenamento mentale sono:

  • costruzione di atteggiamenti mentali positivi
  • strutturazione di obiettivi motivanti
  • regolazione dell’attivazione psicofisica
  • focalizzazione dell’attenzione
  • regolazione emotiva
  • incremento di autoefficacia e autostima

Lo psicologo dello sport lavora con l’atleta in modo da favorirne l’autonomia, rendendolo consapevole dei propri punti di forza, delle proprie aree di miglioramento e delle possibili strategie utili ad affrontare le difficoltà che si potrebbero presentare nel corso della prestazione sportiva e della sua carriera agonistica.

L’approccio della psicologia dello sport è necessariamente individualizzato: sebbene lo psicologo dello sport sia esperto dei processi mentali implicati nella prestazione sportiva, ogni atleta è unico e perciò uniche dovranno essere le modalità di lavoro con i diversi atleti, tarate anche a seconda del tipo di sport, della disciplina praticata e del livello agonistico raggiunto.

Inoltre, solo occupandosi anche del benessere della persona oltre che della prestazione dell’atleta, il lavoro di preparazione mentale potrà essere realmente efficace.

AREE DI INTERVENTO

Agonismo: aiutare gli atleti a performare costantemente nella gamma superiore delle loro capacità, affrontare la pressione della competizione e recuperare dopo un infortunio.

Settore Giovanile: aumentare la piacevolezza connessa all’attività sportiva, lavorando per sostenere i giovani atleti nel valorizzare i propri talenti e costruire fiducia in sé stessi.

Tecnici: promuovere lo sviluppo di abilità comunicative, l’adozione di strategie educative adatte allo sviluppo psicofisico dei ragazzi e prevenire l’abbandono sportivo.

Dirigenza della società sportiva: formare un gruppo di lavoro collaborativo e consapevole del proprio ruolo di leadership.

Genitori: per sostenerli nell’essere dei modelli positivi di riferimento per i loro figli, valorizzando la forza educativa dello sport e adottando strategie relazionali efficaci.

Dott.ssa Francesca Corocher

Psicologa dello Sport

BIBLIOGRAFIA

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